SI PUO PERDONARE CHI HA STUPRATO?

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Quando compiamo un’azione sappiamo che c’è sempre una reazione e penso che occorra chiedersi che effetto faccia perdonare gli altri ed essere poi perdonati a sua volta. Perdonare è rinunciare alla vendetta alla punizione per ciò che si è subito. Che cosa è dunque il perdono? E si può sempre perdonare sempre e chiunque e per qualsiasi cosa? Moralmente dovrebbe essere così. Pero.....! 
Riuscire a provare il perdono per l’altro può voler dire dentro di se di costringere un pò se stessi a non immaginare di ridurre l’altro sottomesso, a soccombere sotto lo stesso, se non più forte, male che ha causato. Indubbiamente la rabbia spinge istintivamente alla vendetta, ma il perdono può traghettare verso una grande umanità, dare all'altro e a se stessi, una nuova possibilità perché tutti possono essere capaci di fare il meglio ma anche di fare il peggio. Il perdono lo predicano in pochi, forse quelli più maturi e vicini alla propria religione, ma i giovani e quelli un po’ più delusi ed amaregg…

Il PROBLEMA DELL’INQUINAMENTO ACUSTICO

inquinamento acustico


Diceva qualcuno: “IL SILENZIO E’ D’ORO”.

L'inquinamento acustico è causato da un'eccessiva esposizione a rumori di elevata intensità di qualunque natura essi siano. Questo può avvenire in città oppure in ambienti naturali e rappresenta uno dei sottovalutati e più gravi problemi ambientali, a causa dell’elevato e diffuso impatto sulla popolazione. I devastanti effetti negativi sulla salute umana e sulla qualità della vita di ognuno di noi sono ormai ben noti a tutti, o quasi, eppure rimane un problema sottovalutato e irrisolto. 


Secondo l’articolo 2 della legge n. 447/1995 l’inquinamento acustico è l'introduzione di rumore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane, pericoloso per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell'ambiente abitativo o dell'ambiente esterno o tale da interferire con le normali funzioni degli ambienti stessi. Il fastidio provocato dai rumori è un’esperienza alla quale ci si è abituati, per chi vive nel caos quotidiano dei centri urbani. In merito l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), afferma che i frastuoni derivati dal traffico cittadino rappresentano il più rilevante problema ambientale europeo dopo l’inquinamento atmosferico. Quindi penso che sia proprio giunto il momento che dobbiamo iniziare a riflettere tutti insieme sul nostro futuro, valutando e schedando ogni aspetto provocato dal rumore. Esistono tipi di inquinamento di cui si parla molto, come quello atmosferico, quello provocato dai gas nocivi, quello dei mari, quello della plastica, della terra, le acque dei fiumi ed altro, del rumore poco, seppure produce moltissimi danni. Infatti, è stato stimato, che si tratta della seconda minaccia ambientale dopo quella dell’aria e gli esperti sostengo che siamo tutti malati di rumore e che l’inquinamento acustico ci fa davvero stare male e molto pure.  Il traffico cittadino, i lavori nei cantieri, gli attrezzi da lavoro, la musica ad alto volume, gli elettrodomestici, i televisori,  i frullatori, gli allarmi, le sirene e tanto altro. Questi sono solo alcuni dei tanti rumori che siamo costretti a sopportare ogni giorno ed a tutte le ore, pure quelle notturne. 

In Europa un cittadino su tre è esposto a rumori notturni oltre i 55 decibel, che rappresenta la soglia massima di sopportazione naturale. In alcuni casi siamo noi direttamente i responsabili del troppo rumore che ci circonda, ma a volte quando scegliamo di stare in silenzio, c’è puntualmente qualcun altro, magari il nostro vicino a farlo per noi. Il rumore, che si configura come una sensazione uditiva sgradevole e intollerabile, può essere continuo o discontinuo, stazionario o fluttuante, casuale o persistente, e, come già detto può provenire da varie sorgenti come il traffico stradale, quello ferroviario e aereo, le attività artigianali, commerciali e industriali, ecc. Il traffico veicolare rappresenta la principale forma di disagio per i cittadini, poiché coinvolge gran parte della popolazione. Le segnalazioni acustiche, l’attrito degli pneumatici sulla strada o delle ruote dei tram sulle rotaie, i rombi dei motori, lo scarico dei gas combusti, rappresentano la colonna sonora della vita quotidiana, un po' meglio in questo caso sta chi vive fuori dai centri urbani. Un po' più sopportabile risulta il traffico ferroviario, che disturba un numero inferiore di persone e produce un rumore di debole impulsività e dalla traccia acustica stabile, provocato dal motore e dall'attrito ruota-rotaia. Il rumore da traffico aereo sta invece acquisendo una crescente rilevanza in ambito territoriale, anche se per fortuna interessa solamente le aree in prossimità degli aeroporti. Per quanto riguarda le attività industriali e artigianali, il rumore connesso agli impianti è prodotto da una sorgente puntiforme e origina un’area di esposizione circolare. L’intensità dipende dalla potenza sonora della sorgente, mentre la traccia acustica risulta piuttosto stabile nel tempo. Le sorgenti sono tantissime da individuare e l’unica cosa certa è che non se ne può più. Chi non ci ha mai riflettuto sopra, potrebbe rispondere con un sorriso ironico, ma in effetti la faccenda è molto più complessa di quel che appare. E’ proprio così. 

Le stime fatte da chi ha analizzato il fenomeno sostengono che nella sola Europa più di 10.000 persone possono morire indirettamente per azioni provocate dal rumore, ma chi subisce tutto ciò non se ne rende conto nemmeno e non saprebbe neanche dove recarsi. In effetti si può andare dal medico a dire dottore ho mal di testa, ho mal di pancia, ma nessuno va a dire che ha mal di rumore. L’udito umano è in grado si sopportare agevolmente tutti i rumori che non superano determinati decibel. Ad esempio qualsiasi rumore che superi gli 85 db può provocare gravi danni alla salute, ma in effetti già quando  si  superano i 65 db si hanno problemi all'udito. Non lo sappiamo ma i 60 db di soglia ottimale la superiamo facilmente. Un semplice frullatore produce mediamente più di 90 db, una semplice conversazione tra persone raggiunge i 70 db. L'eccessivo inquinamento acustico può provocare gravi malattie oltre la totale o parziale perdita dell’udito. Si possono verificare problemi cardio vascolari, irascibilità, forte stress, disturbi al sistema endocrino immunitario nervoso, perdita del sonno, ipertensione, ictus, difficoltà di apprendimento, tutte faccende serie che a loro volta producono altri gravi danni. Una vera reazione a catena. L’esposizione a questi volumi altissimi incide sulla salute umana, pregiudicando lo stato di benessere fisico, mentale e sociale di ognuno di noi. Gli effetti nocivi, che consistono in danni fisici, disturbi nelle attività e fastidi generici, dipendono dalle caratteristiche fisiche del rumore prodotto, dalle condizioni di esposizione e dalle caratteristiche psicofisiche della persona esposta. Per salvaguardarci dobbiamo fare molta attenzione al tempo al quale siamo giornalmente sottoposti a tutto questo rumore. 

Naturalmente più sono forti i rumori ai quali siamo sottoposti, meno tempo ci si impiega a subire danni per la nostra salute. Per difenderci da questo grave problema dell’inquinamento acustico non vi é altro sistema che curarci con delle pause di silenzio per compensare il troppo frastuono. Uno studio ha dimostrato che delle semplici pause di due minuti, che intervallano qualsiasi rumore, sono fortemente rigeneranti. Addirittura due ore di silenzio al giorno favorisce la rigenerazione cellulare nell'ippocampo. In Italia molti comuni sono divisi in zone per il rumore ed ognuna deve rispettare dei limiti, questa regola si chiama zonizzazione acustica. In caso di rumore dall'esterno, il controllo e la verifica fotometrica sono svolte dall'Agenzia per la protezione ambientale (ARPA) della zona. Per una denuncia, quindi, bisogna rivolgersi allo sportello ambiente del proprio comune. In caso di rumori dai vicini di casa, invece, bisogna verificare il superamento dei limiti del D. Lgs 17 febbraio 2017 n. 42 (che ha integrato la L. 447/1995) contattando un tecnico abilitato per misurare il rumore col fonometro. 

A questo punto penso che abbiamo capito che l’aspetto più importante è l’educazione. Suggerisco a tutti di ritagliarsi degli spazi con assoluto silenzio, bastano pure tre o quattro minuti per ridurre fortemente i gravi danni provocati dall'inquinamento acustico.

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